Mercatini di Natale: canale di vendita ancora in crescita

Chiamateli Christkindlesmarkt, Mercatini di Natale, Striezelmarkt, o Vànocnì, come vi fa piacere, sono realtà diventate in pochi anni un caposaldo del business legato al turismo e all’enogastronomia, oltre ad un’importante risorsa commerciale che travalica l’usuale trend stagionale. Le località che li ospitano sono in crescita esponenziale in tutto l’arco alpino, Nordeuropa e Mitteleuropa, con sconfinamenti in molte capitali europee. In Italia, oltre a Trentino, Alto Adige, Piemonte, Veneto ed Emilia che detengono oltre il 70% del mercato, sono ben posizionate anche Toscana e Napoli (San Gregorio Armeno).

I Mercatini di Natale sono poli d’attrazione grazie ai quali si è dato vita ad un turismo veloce, fatto di spostamenti e viaggi organizzati, spesso alternativi ai weekend sulla neve, poiché la stagione sciistica vede protrarsi sempre più spesso l’innevamento ad inizio gennaio. E’ una occasione commerciale che le varie APT non si sono lasciate sfuggire, incrementando consistentemente gli introiti legati al turismo, sostituendo una carenza e trasformandola in un plus.

E per le aziende espositrici? Un business da non perdere.
Una opportunità di business, veri e propri temporary store, ma soprattutto un modo per affermare il proprio brand. Un investimento in immagine che spesso non viene colto appieno nei piani di adesione alle tante iniziative.
Per la corrente edizione si prevede una spesa media pro-capite tra 160 e 220 euro per un viaggio in pullman di due giorni e una notte, o tre giorni-due notti. Il fatturato totale previsto è di oltre 800 milioni, con oltre 12 milioni di presenze, ma poiché molti italiani frequenteranno più di un mercatino, le presenze totali sono stimate a 16 milioni. Da qui l’esigenza di diversificare il modo di gestire il mercatino creando veri e propri brand monotematici legati al territorio.
Anche i pernottamenti sembrano destinati a superare i 2,5 milioni di unità nelle località che li ospitano o nelle immediate vicinanze. L’aumento annuo dei visitatori è del 5% e si spera di mantenere il trend che ha portato nella sola Trento 730.000 presenze nel 2015. (Fonte: Federturismo e Mercatino di Natale Trento)

Nati per festeggiare il Natale e tutto l’indotto legato all’oggettistica che lo caratterizza – addobbi natalizi, presepi, ceramiche, soprammobili, giocattoli, dolci tipici, idee regalo, doni, specialità enogastronomiche e prodotti a forte caratterizzazione regionale – si sono trasformati in un vero e proprio mixed market dove sono stati aggregati prodotti che con la tradizione natalizia hanno ben poco in comune. La piccola ristorazione da bancarella ha avuto un boom incredibile: un mercatino da visitare per fare shopping, ma anche per degustare prodotti e soprattutto piatti e bevande tipiche.

La notevole folla dei visitatori si rivela inoltre un’ottima occasione promozionale, che permette di ottenere visibilità, e può essere ideale per lanciare nuovi prodotti o destare interesse e curiosità dei presenti. L’atmosfera gioiosa e festaiola, canti natalizi, vin brûlé, profumi di dolciumi, predispongono positivamente i visitatori grazie ad un mood rilassato, rendendo più efficaci le presentazioni di quanto non possa accadere nei punti vendita, dove l’esperienza della piazza non è proponibile.

Emanuela Corradini e Luigi Carnevali

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