Il Food & beverage naturale.

Prodotto dall’uomo dei boschi che, conoscendo e vivendo a contatto diretto con la natura selvaggia, ne sa cogliere molti segreti. Ne studia dal punto di vista botanico e di valore le proprietà. Sciroppi, mieli tradizionali e nuove proposte come lo sciroppo di miele (crepitus)

Michele Bancher è socio dell’Azienda Agricola L’impronta di Imer – Valli del Primiero in Trentino. La stessa azienda produce anche i saponi naturali De Gajo. Le origini di Michele sono da sempre della zona del Primiero. I suoi avi erano contadini de le Pefe che vivevano cioè al limite del bosco strappando ad esso i terreni da coltivare. Per hobby ha iniziato a produrre sciroppi, mieli e altre amenità da bere e, visto il risultato incoraggiante, l’idea è stata quella di farne un mestiere.
Il prodotto si presenta in bottiglie e vasetti di vetro, come tanti altri. Occorreva fare un salto di qualità, per distinguersi in modo significativo, dalle tante aziende agricole che fanno prodotti analoghi. L’elemento di attrazione unico e distintivo è la grande competenza botanica, tecnica e produttiva di Michele, diventato Imerjo .

Obiettivo?

Sviluppare la produzione trasformando questo hobby in azienda vera e propria, riposizionandosi sul mercato del prodotto tipico. Ancorato al concetto di naturale, territoriale e sostenibile, ma anche più buono degli altri competitor.


Azioni di marketing

La prima parte del lavoro è stata quella di validare il prodotto presso i possibili clienti retail e consumer. Definire che non era possibile inserirsi nel mercato utilizzando il naming dell’azienda. Abbiamo pertanto studiato un naming dedicato al mercato del food & beverage tipico. In modo che potesse valorizzare Michele e, al contempo, essere coerente con l’altra linea di prodotti De Gajo. Trasmettendo una forte coerenza per l’azienda Agricola, che manterrà il proprio nome. Nasce il brand Imerjo Bontà del Primiero.
Individuati le nuove e possibili bottiglie e vasetti coordinati nei diversi volumi, sono state messe a punto le etichette e il naming di ciascun prodotto. Ognuno è stato riportato alle origini della botanica: nomi rigorosamente in latino. Inizia un percorso di presenza del prodotto presso i mercati rurali locali, la fiera di Longarone, il mercato di natale di Milano ecc.

Naming, storytelling e logo

Vengono realizzate ricerche di anteriorità per consentire la registrazione del marchio. Vengono individuate le diverse applicazioni e individuato lo storytelling adeguato per consentire l’estensione del brand ad altri innumerevoli settori. Imerjo: il logo coerente con l’altra linea, ma ispirato alle erbe medicamentose. La grafica, il manuale d’uso del marchio e tutti gli elementi di comunicazione corporate: biglietto da visita, coming soon page del sito, brochure….

Packaging

Un naming dei singoli prodotti in latino non poteva che ispirarsi ai prodotti venduti nelle vecchie farmacie. Valorizzando il lato storico e vintage dell’azienda, nonché di alto valore conoscitivo della botanica, delle piante, del bosco, delle stagioni e del territorio, vissuto direttamente. Le bottiglie hanno una certa ispirazione vintage, i vasetti sono quelli che venivano utilizzati a casa, in cucina. Nessun design ma recupero delle forme più usate e riusate. Carte uso mano per le etichette, ruvide, colori come l’indaco e i pastelli, piccole greche di inizio ‘900, un po’ liberty. Nessuna presenza di plastica.
Viene realizzato il servizio fotografico dei prodotti utilizzando il nostro partner Just Visual che verrà sviluppato nel depliant di prodotto e, presto, anche sul sito.