SEO, SEM & Analytics… questi sconosciuti

Tutte le aziende ormai sanno che non si può prescindere dall’importanza di essere visibili sul web con un bel sito, funzionale, curato nei dettagli, graficamente accattivante e sviluppato in ottica responsive in modo da adattarsi ai più svariati dispositivi in circolazione.

Il problema nasce nel momento in cui ci mettiamo davanti al browser e digitiamo sul nostro motore di ricerca preferito quelle due o tre parole che descrivono la nostra attività, e scorrendo la pagina dei risultati la ritroviamo in fondo – nel migliore dei casi – se non addirittura nella seconda o terza pagina.

Perché accade questo? Perchè tutti i nostri sforzi risultano vanificati dall’impossibilità di accedere facilmente ai contenuti che proponiamo?

La risposta a tutte queste domande è molto semplice: non abbiamo tenuto conto della parte relativa alla SEO nella costruzione del nostro sito web.
La SEO – Search Engine Optimization consiste in una serie di regole di scrittura e di accorgimenti tecnologici legati al codice della pagina web, che permettono di facilitare il compito dei motori di ricerca nel reperire e presentare risultati pertinenti nella SERP – Search Engine Result Page, la pagina dei risultati, che viene generata dal motore di ricerca a seguito di un’interrogazione.

Questo a grandi linee perchè SEO è una parola che si riferisce al ramo di una più vasta area, denominata SEM – Search Engine Marketing, che incorpora svariate soluzioni tecnologiche e strategie di marketing atte a migliorare il posizionamento di un sito e che comprende al suo interno una moltitudine di termini e sigle. Per fare un esempio, quando parliamo di annunci a pagamento ci riferiamo alla SEA – Search Engine Advertising, ovvero l’inserimento di annunci sponsorizzati, e quindi visibili nei primi posti dei risultati sui motori di ricerca.

Inoltre, pari passo all’implementazione delle regole SEO sul nostro sito, viene a sorgere un’altra necessità, ovvero quella di misurare l’efficacia dei nostri sforzi.

Come facciamo a quantificare gli accessi, vedere quali sono le sezioni che più interessano ai nostri visitatori, l’origine geografica della loro provenienza, in modo da poter sviluppare strategie mirate per rendere sempre più frequentato il nostro portale, sito, blog o il nostro e-commerce?

Per questo ci vengono in aiuto gli strumenti di web analytics, o analisi web.
Questi strumenti tramite tecnologie cookies e javascript riescono a tracciare gli accessi al nostro sito in tempo reale, ricordano il comportamento dell’utente, forniscono statistiche sulle pagine più visitate, memorizzano il tempo di permanenza del visitatore sul sito, determinano il luogo geografico di provenienza dell’utilizzatore.
Tutte queste informazioni vengono poi presentate tramite una comoda interfaccia, sotto forma di grafici e tabelle che possono essere ordinati e filtrati, aggregati in base alle varie necessità per generare dei report dettagliati sulle abitudini dei visitatori.

In conclusione, possiamo quindi affermare che nel 2017 è impensabile e controproducente limitarsi ad avere solo un bel sito strutturato e graficamente invitante, se poi non attuiamo anche delle politiche mirate a farci trovare nel vasto territorio composto da milioni di siti e servizi offerti dalla rete.

Massimiliano Salvetti

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