Multa a chi si appropria di contenuti altrui

La recente sentenza che ha condannato Vimeo farà scuola. Un risarcimento per essersi appropriata di contenuti altrui. Nella fattispecie spezzoni di filmati di RTI (MEDIASET) che da sempre inibisce altre società ad usare materiali prodotti nelle sue reti.  La contravvenzione è molto consistente, 8.500.000 € e varrà come deterrente per chi utilizza contenuti che non gli appartengono.

Post scorretti sui social

La recentissima causa che coinvolge una nota esponente politica del M5S per un uso improprio di un post Facebook apre un altro fronte. Questo non è ancora regolamentato per un certo lassismo delle istituzioni. Figure, testate, associazioni e aziende rubano contenuti e li ripostano nella giungla del web tramite spider e scraper. Attuano delle strategie aggressive di SEO marketing per posizionarli prima dei legittimi proprietari.

Esagerazioni e distorsioni acchiappalike

Un’azione scorretta dove chi svolge il lavoro non viene retribuito ed ad usufruirne sono altre organizzazioni. Che ottengono sovvenzionamenti grazie ai banner inserite nei loro profili. Al danno provocato si aggiunge anche la malafede con cui gli articoli e le notizie vengono travisate per dare maggiore visibilità. Ovviamente il titolone, le iconcine, i DIFFONDETE a tutto maiuscolo, le foto ritoccate, servono proprio per attrarre pubblico.

Tecniche di stravolgimento delle notizie

Questa settimana è stato ripreso un articolo del 2017, facendolo apparire come attuale. La distorsione della notizia lo contrapponeva ad altre crisi odierne. Paragonare mele e pere non è consentito, ma con la giusta distorsione si ottiene l’effetto volano desiderato. La notizia circola, qualcuno ci crede, la diffonde e si crea un caso che porta a cliccare sulle immagini facendo arrivare pagamenti a chi non li merita. In barba al copyright e alla violazione dei diritti d’autore.

Premiare chi s’impegna a creare veramente

Facebook ha promesso di intensificare i controlli, Google ha promesso di eliminare i falsi contenuti, li attendiamo volentieri all’attuazione delle promesse. L’informazione lasciata in mano a chi può farne macello non è più informazione ma propaganda. Della Disinformathia con cui l’ex URSS ha manipolato il voto per le presidenziali USA sappiamo tutto. Mancano puntuali notizie di quella attuata in Italia.

I giornalisti devono controllare le fonti prima di pubblicare, i ciarlatani no.

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